Un nostro articolo per promuovere le Celebrazioni del 2026 del Liceo Fermi è stato pubblicato sul numero di Luglio assieme al nostro volantino.

Ecco il testo integrale:

Il Liceo Fermi cerca i suoi ex studenti per ricostruire 65 anni di memoria.

Nel 2026 il Liceo Scientifico Enrico Fermi di Genova vive un passaggio importante della sua storia. Ricorrono i 60 anni dall’inizio delle lezioni nella sede attuale di via Walter Ulanowski, i 65 anni dall’istituzione del Liceo e, nello stesso anno, i 125 anni dalla nascita di Enrico Fermi. Da queste coincidenze è nata un’iniziativa promossa da un gruppo di ex studenti, in dialogo con la Presidenza dell’istituto, con un obiettivo semplice ma ambizioso: ritrovare le persone, raccogliere i ricordi e ricostruire la storia del Fermi attraverso chi lo ha vissuto, tributare un riconoscimento ai tanti professori che hanno contribuito a formare generazioni di ragazzi.

Non si tratta soltanto di organizzare una festa o una celebrazione. L’idea è più ampia: riportare alla luce una parte importante della memoria scolastica e cittadina di Sampierdarena e del ponente genovese. Il Fermi, per molte generazioni, non è stato solo un edificio scolastico. È stato un luogo di formazione, amicizie, crescita personale, incontri con insegnanti rimasti nella memoria, gite, discussioni, esami, sport, teatro, contestazioni, esperienze comuni e piccoli episodi quotidiani che, a distanza di anni, diventano pezzi di storia.

Il progetto è partito da alcuni incontri organizzativi svolti al liceo, con ex studenti, ex docenti e Presidenza. Da quei confronti sono nate molte proposte per la settimana a cavallo tra settembre e ottobre 2026: una giornata principale aperta a studenti e docenti di ieri e di oggi, una mostra storica, testimonianze, video, interventi brevi, visite alla scuola e materiali destinati a restare anche dopo l’anniversario. Ci sarà anche un momento pensato per gli attuali studenti, dedicato ai 125 anni dalla nascita di Enrico Fermi, per collegare la memoria della scuola alla figura dello scienziato che dà nome al Liceo.

È stato creato un sito internet dedicato, è stata attivata un’e-mail di riferimento, sono nati due gruppi WhatsApp, uno per le comunicazioni ufficiali e uno per lo scambio di idee, ed è stato predisposto un sistema di registrazione per raccogliere in modo ordinato i contatti degli interessati. Al momento sono stati raccolti e catalogati molti nominativi, ma il numero reale delle persone raggiungibili è molto più alto. Proprio per questo l’appello è rivolto a tutti: chi ha frequentato il Fermi, chi vi ha insegnato, chi conosce qualcuno che lo ha fatto, può aiutare a far crescere questa rete.

Uno degli aspetti più belli emersi finora è la quantità di ricordi che comincia ad affiorare. Si sta lavorando sulla storia dei primi anni del liceo, quando il Fermi muoveva i primi passi tra sedi provvisorie, prefabbricati, succursali e l’attesa della sede nuova. Sono emerse testimonianze sull’ex corderia di vico Chiusone, sul prefabbricato degli anni iniziali, sulle prime classi, sui primi diplomati e sull’arrivo nella sede nuova di zecca di via Ulanowski. Sono ricordi preziosi perché raccontano una scuola che nasceva insieme al quartiere che cambiava.

Ma il progetto non vuole fermarsi agli inizi. Anzi, una delle necessità più sentite è raccogliere testimonianze di tutte le generazioni: dagli anni Sessanta e Settanta fino agli anni più recenti. Quando si parla di memoria, è naturale che siano spesso le generazioni più lontane nel tempo a raccontare per prime. Ma il Fermi è stato anche quello degli anni Ottanta, Novanta, Duemila e degli studenti di oggi. Per ricostruire davvero sessant’anni di vita scolastica servono ricordi diversi, linguaggi diversi, fotografie diverse, anche piccoli episodi che a prima vista sembrano poco importanti.

In questi mesi, anche grazie alle chat attivate per l’iniziativa, stanno riaffiorando racconti, immagini e testimonianze molto diverse tra loro: professori, compagni, gite, esami, tradizioni scolastiche, momenti importanti e piccoli episodi quotidiani. Tutto questo materiale servirà a costruire un archivio condiviso di fotografie, documenti, video e racconti, perché la storia di una scuola non vive solo nei registri, ma soprattutto nelle persone che l’hanno attraversata.

Per questo gli organizzatori chiedono a chiunque abbia frequentato o conosciuto il Fermi di contribuire. Servono fotografie di classe e di gite, pagelle, giornalini, volantini, documenti, video, oggetti scolastici, programmi di iniziative, ricordi scritti o vocali, testimonianze su insegnanti, compagni, episodi e attività sportive, musicali o teatrali. Anche una sola fotografia può aiutare a identificare una classe; anche un messaggio vocale di due minuti può diventare un tassello utile; anche un nome dimenticato può riaprire un filo di contatti.

Un’attenzione particolare è rivolta agli ex studenti e agli ex docenti che ancora non sono stati raggiunti. Non esiste, al momento, un elenco ufficiale completo facilmente utilizzabile: la rete va costruita dal basso, con il passaparola. Chi è ancora in contatto con i propri compagni di classe può inoltrare l’invito, segnalare il sito, proporre a tutti di registrarsi. Non è necessario assumersi impegni organizzativi: iscriversi alla lista serve prima di tutto a restare informati, a essere contattabili e a permettere agli organizzatori di capire quante persone sono interessate.

Il legame con Sampierdarena Sampierdarena e il ponente cittadino, che per anni gravitò solo sul Fermi, è evidente. Il Fermi ha formato generazioni di studenti del quartiere, del ponente e di tutta la città. Molti hanno poi seguito strade diversissime: scuola, università, professioni scientifiche, cultura, sport, politica, impresa, spettacolo, volontariato. Alcuni nomi sono noti, altri lo sono meno, ma l’intento non è costruire una vetrina di “personaggi famosi”. L’intento è raccontare una comunità: anche chi non ha più messo piede al liceo da decenni può avere in casa una foto, un documento o un ricordo capace di aggiungere un pezzo al racconto comune.

L’iniziativa è ancora in costruzione. Si stanno valutando spazi, modalità e contenuti della giornata principale, anche perché l’aula magna del liceo potrebbe non essere sufficiente o non essere disponibile per lavori. Sono stati presi contatti con alcune realtà del territorio per individuare sale più capienti, ma una parte delle attività dovrà comunque restare legata alla scuola. L’obiettivo non è creare un evento calato dall’alto, ma costruirlo progressivamente con i contributi di chi partecipa.

Chi vuole aderire o semplicemente restare aggiornato può registrarsi sul sito https://lfsg.it/8/4     

Il sito generale dell’iniziativa è https://liceo.fermi.studenti.genova.it/  , dove si trovano anche le coordinate per inviare materiali o informazioni.

L’appello, dunque, è semplice: se siete stati studenti o docenti del Liceo Fermi, fatevi vivi. Se conoscete qualcuno che lo è stato, avvisatelo. Se avete una foto, un documento, una storia, un ricordo, non lasciatelo chiuso in un cassetto. La memoria di una scuola si costruisce così, un pezzo alla volta, con il contributo di molti. E forse proprio questa è la parte più bella dell’iniziativa: scoprire che, dopo tanti anni, il Fermi non è soltanto un luogo del passato, ma una comunità che può ancora ritrovarsi, riconoscersi e raccontarsi.

Maurizio Mario Parodi
Alessandro Rebora